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Valvola a Saracinesca

La valvola a saracinesca (in inglese gate valve) è una valvola in cui l’otturatore è una saracinesca. Può essere a sezione dritta (ghigliottina) o a sezione inclinata (cuneo) a seconda rispettivamente dell’impiego ad alte o a basse portate. Viene sempre impiegata come valvola di intercettazione, non è invece adatta come valvola di regolazione. Infatti l’otturatore causa forte turbolenza nel flusso e conseguentemente rapida erosione degli organi di tenuta, oltre a rumorose e sgradite vibrazioni in chiusura.

Indicevalvola a saracinesca

[nascondi]

  • 1 Caratteristiche tecniche
  • 2 Tipologie
  • 3 Sede di tenuta
  • 4 Giunzione ed installazione
  • 5 Funzionamento
  • 6 Utilizzazione
  • 7 Pressione di progetto
  • 8 Velocità massima di progetto
  • 9 Certificazioni
  • 10 Marcatura
  • 11 Normativa
  • 12 Voci correlate
  • 13 Altri progetti
  • 14 Collegamenti esterni

Caratteristiche tecniche

Le saracinesche sono comunemente realizzare in ghisa (principalmente sferoidale ma anche grigia) o in acciaio con eventuali riporti di metalli come stellite per le parti di tenuta meccanica e sono costituite principalmente da:

  • corpo e cappello (o testata): in ghisa o acciaio di solito rivestiti, internamente ed esternamente, con resine epossidiche;
  • otturatore, che per questa classe di valvole è chiamato appunto saracinesca. Può essere a sezione dritta (ghigliottina) o a sezione inclinata (cuneo) a seconda rispettivamente dell’impiego ad alte o a basse portate. Può essere rivestito per impieghi a bassa temperatura con elastomeri quali EPDM e NBR (cuneo gommato);
  • stelo o asse di manovra:
    • manuale: volantino o leva;
    • motorizzato: attuatore elettrico o pneumatico.

Il corpo alloggia i meccanismi adatti a far muovere l’organo otturatore in modo che il suo abbassamento possa determinare l’ostruzione totale del flusso. L’ostruzione parziale è sconsigliata.

Per la regolazione di fluidi vedi valvole a globo o regolatrici.

Tutte le superfici interne della valvola che entrano a contatto con l’acqua devono essere opportunamente protette contro la corrosione.

Di regola nel caso di superfici in ghisa sferoidale o acciaio al carbonio si utilizzano vernici a base di polveri epossidiche, le quali, se l’acqua trasportata è destinata al consumo umano non devono modificare le sue caratteristiche organolettiche, fisico – chimiche e microbiologiche secondo quanto stabilito dal Decreto 6 aprile 2004, n. 174 del Ministero della Salute; lo stesso vale per gli anelli di tenuta e per le eventuali paste lubrificanti utilizzate nella fase di giunzione.

Tipologie

Le valvole a saracinesca possono essere di tre tipi a seconda della pressione di esercizio:

  • a corpo piatto (fino a 16bar);
  • a corpo ovale (fino a 25 bar);
  • a corpo cilindrico (25÷40 bar);
  • in tenuta autoclave (40÷600 bar).

Sede di tenuta

La valvola a saracinesca in base alla tipologia della sede di tenuta può essere:

  • a sede morbida: in questo caso la tenuta è garantita dalla compressione del rivestimento elastomerico (EPDM, NBR, ecc.) del cuneo nella sede predisposta all’interno del corpo.
  • a sede metallica: in questo caso la tenuta è garantita dal contatto dell’anello di tenuta metallico posto sul disco e da quello posto sulla sede del corpo. Di norma si utilizzano anelli di tenuta in ottone (o acciaio inox) sia sul cuneo che sul corpo. Per la tenuta può essere utilizzata la stellite per ridurre l’usura della sede di tenuta.

Giunzione ed installazione

Di norma le saracinesche sono collegate alle condotta in pressione mediante raccordi a flangia, a bicchiere o misti (con una flangia e un bicchiere).

L’installazione può essere fatta in un pozzetto ispezionabile o direttamente nel terreno (come accade nelle reti idriche cittadine).

Funzionamento

L’apertura totale della valvola dà perdite di carico localizzate esigue mentre l’apertura parziale crea forti perturbazioni nella corrente liquida e notevoli perdite di carico localizzate; pertanto non è adatta alla regolazione.
Le manovre delle saracinesche di piccolo diametro si possono fare direttamente a mano (comando a volantino o a leva); con diametro rilevanti o per pressioni molto forti, è necessario avere organi demoltiplicatori (valvole con riduttore manuale a volantino) o servomotori (valvole motorizzate con attuatori elettrici o pneumatici).
Nel caso di forti pressioni e/o di diametri grandi l’attrito fra cuneo e seggi può essere tale da ostacolare o impedire le manovra di apertura.
In questi casi si installa un piccolo bypass munito di rubinetto, che, nel caso di valvola chiusa, permette il preventivo equilibramento delle pressioni sulle due facce (monte e valle) dell’otturatore, facilitandone così l’apertura.
La direzione preferita di chiusura è in senso orario, le valvole per cui è prevista la chiusura antioraria devono avere sul volantino un’apposita marcatura che indichi il senso di chiusura.

Utilizzazione

Sono utilizzate:

  • sulle condotte di adduzione e reti di distribuzione di acqua potabile;
  • sulle reti irrigue;
  • sulle reti antincendio;
  • negli impianti di trattamento delle acque;
  • nelle stazioni di pompaggio;
  • nei serbatoi (circuito idraulico);
  • nei sistemi di regolazione installate di norma a monte e a valle del regolatore.

Pressione di progetto

Le valvole a saracinesca, come tutte le altre apparecchiature idrauliche destinate a sistemi idrici, rientrano nella designazione PN e devono essere progettate in modo tale che le loro pressioni caratteristiche, PFA, PMA, PEA, siano conformi ai valori (espressi in bar) riportati nella seguente tabella per la corrispondente PN:

PN PFA PMA PEA
6 6 8 12
10 10 12 17
16 16 20 25
25 25 30 35
  • PFA e PMA si applicano alle valvole in tutte le posizioni da quella completamente chiusa a quella completamente aperta;
  • PEA sia applica solo alle valvole non nella posizione chiusa.

Il costruttore può indicare valori superiori rispetto a quelli in tabella che rappresentano i valori minimi a condizione però che la valvola sia conforme alle UNI EN 1074. Comunque PEA deve risultare sempre:

  • ≥ 1,5 PMA
  • ≥ (PMA +5)

Velocità massima di progetto

Le valvole devono essere progettate per garantire la seguente velocità massima (in m/s) in condizioni di portata costante e in funzione della pressione di esercizio ammissibile (in bar):

PFA V
6 2,5
10 3
16 4
25 5

Certificazioni

Le aziende produttrici delle saracinesche devono fornire:

  • la Certificazione, rilasciata da un Organismo di parte terza, accreditato secondo la norma UNI CEI EN 45012, che attesta che la Ditta fornitrice mantiene un Sistema Qualità aziendale conforme ai requisiti della norma UNI EN ISO 9001:2000 in relazione alla produzione di saracinesche;
  • la Certificazione di Prodotto attestante la conformità delle saracinesche alle norme UNI EN 1074-1 e UNI EN 1074-2, rilasciata da un Organismo di parte terza, accreditato secondo le norme UNI CEI EN 45011 e UNI CEI EN ISO/IEC 17020.

Inoltre in caso di trasporto di acqua potabile deve essere fornita una dichiarazione di Conformità al Decreto 6 aprile 2004, n. 174, Ministero della Salute rilasciata da laboratori terzi accreditati, relativa ai rivestimenti interni, agli elastomeri (anelli di tenuta) ed a tutti quei materiali che devono entrare in contatto con l’acqua potabile.

Marcatura

Sulla saracinesca con DN > 50 mm devono essere impresse, in maniera durevole e chiaramente visibile secondo EN 19, almeno le seguenti indicazioni:

  • diametro nominale (DN);
  • pressione nominale (PN);
  • identificazione del materiale dell’involucro;
  • nome del costruttore e/o marchio di fabbrica;
  • anno di fabbricazione;
  • norma UNI EN di riferimento;

Sul cuneo devono essere impresse, in rilievo, le seguenti indicazioni:

  • la dimensione nominale;
  • l’identificazione del fabbricante;
  • il riferimento alla norma (EN 681-1);
  • il tipo di applicazione (WA) e la classe di durezza;
  • il trimestre e l’anno di fabbricazione;
  • l’indicazione abbreviata della eventuale gomma di rivestimento (es. EPDM).

Normativa

  • UNI EN 1074-2: Valvole per la fornitura di acqua – Requisiti di attitudine all’impiego e prove idonee di verifica – Valvole di intercettazione.
  • UNI EN 1074-1: Valvole per la fornitura di acqua – Requisiti di attitudine all’impiego e prove idonee di verifica – Requisiti generali.
  • ISO 5208:1993: Collaudo (NORME E RIFERIMENTI)

Pompe Sommerse

Pompe sommerse

La pompa sommersa

Facciamo un passo indietro e domandiamoci: cosa sono le pompe sommerse. Le pompe sommerse sono una speciale tipologia di macchina e di pompa utile a prelevare e pompare dei liquidi (generalmente acqua, pulita o sporca; meno frequentemente petrolio, olii, sabbie o fluidi di grande densità) fuori da un vano e spingere poi il liquido verso l’alto. Se ci troviamo in una condizione nella quale ci serve svuotare un pozzo, oppure necessitiamo di dare pressione all’acqua per farla arrivare ad una determinata altezza, ciò di cui necessiteremo sarà una pompa sommersa.

E’ evidente che la peculiarità fondamentale della pompa sommersa è quella di essere “sommersa”, nel senso che lavora a diretto contatto col liquido, liquido nel quale essa è immersa. A parte ciò, le caratteristiche più importanti da tenere a mente quando si valutano le pompe sommerse sono: potenza, prevalenza, portata e attacco.

Potenza

La potenza e la misura del motore (espressa in kilowatt o in HP) che alimenta la pompa: che la pompa sia costituita da una parte idraulica e da una parte elettrica separate tra di loro, o piuttosto che esse siano parti di una stessa macchina (si tratterebbe, in quel caso, di una elettropompa) dobbiamo sempre far riferimento alla misura della potenza del motore. Questo parametro andrà infatti ad influire, come prevedibile, tutti gli altri.

Prevalenza

La prevalenza, spesso indicata sulle schede tecniche con la lettera “H”, indica l’altezza alla quale la pompa è in grado di mandare il fluido. Se un pompa ha una prevalenza massima di 200mt questo vuol dire che a 200mt la pompa “chiude” il flusso: l’altezza indicata segnala la fine della curva della pompa. Per essere più chiari: quella che viene generalmente indicata come prevalenza massima è il punto estremo di lavoro della pompa, punto raggiunto il quale la pompa smette di funzionare. Da quel punto ad andare indietro, ossìa diminuendo la prevalenza, aumenterà la quantità d’acqua che la pompa riesce a movimentare: se chiedo alla pompa di spingere l’acqua ad una altezza inferiore, la pompa riuscirà a spingerne di più, poiché sfrutterà in un altro modo la potenza del motore. La quantità d’acqua è espressa dalla portata.

Portata

La portata sarà allora il valore complementare alla prevalenza: essa è la quantità d’acqua che la pompa riesce a movimentare in un determinato arco di tempo: questo significa che, se la pompa riesce a spingere 10m3 di acqua in un ora, il valore di portata sarà 10m3/h. Ora, presupponendo che questo rappresenti un valore “medio” per quanto riguarda la nostra pompa, esso aumenterà al diminuire della prevalenza e invece diminuirà all’aumentare della stessa. Per esprimere questa oscillazione dei valori di portata e prevalenza si usa una curva, disegnata su di un asse cartesiano, che ci informa su quanta portata abbiamo per un determinato valore di prevalenza e viceversa.

Le tipologie di pompe sommerse

In quanto macchine “complesse”, le pompe sommerse hanno moltissime varietà, tipologie e differenze, che rendono il quadro descrittivo generale piuttosto articolato.  Anzitutto dobbiamo operare una differenziazione importante: quella tra pompe sommerse e pompe sommergibili. Quando parliamo di pompe sommerse ci riferiamo in maniera specifica alle pompe che vengono immerse e possono lavorare all’interno di acque chiare: ci riferiamo a quel tipo di acque dette anche “pulite”, ossìa non tossiche, non corrosive e prive di liquami, rifiuti o corpi solidi. Le pompe sommergibili sono invece quelle macchine costruite specificatamente per lavorare all’interno di contesti più gravosi: esse vengono usate all’interno di acque scure, pozzi neri, etc..

Questa è la distinzione “a monte”: andiamo adesso a vedere le varie tipologie di pompe sommerse o sommergibili per poi vedere quelle presenti nel catalogo delle pompe sommerse Darf. Anzitutto possiamo distinguere tra le pompe che hanno una funzione trituratrice e quelle che non ce l’hanno: in questo caso la pompa è capace, grazie ad una girante particolare, di triturare elementi e corpi solidi che passano attraverso di essa. E’ evidente che in questo caso la pompa non è semplicemente sommersa ma sommergibile: difficilmente le acque chiare contengono all’interno di esse dei rifiuti di tipo solido.

Altro modo per distinguere le pompe sommerse può essere quello che tiene in considerazione la tipologia di materiale con cui è stata costruita la girante. In questo caso abbiamo sostanzialmente due opzioni: girante in plastica (in particolare in “noryl”) e girante in ghisa. Generalmente le pompe con girante in noryl vengono impiegate con maggior frequenza all’interno di contesti di tipo civile, quindi su macchine che hanno range di portata e prevalenza più contenuti, mentre le giranti in ghisa sono spesso presenti su pompe sommerse pensate per contesti industriali o acquedottistici, dove i parametri di portata e prevalenza devono avere dei valori più alti. Allo stesso modo possiamo individuare e distinguere le pompe sommerse anche per la tipologia di struttura che la contraddistingue: in questo caso abbiamo da un lato le pompe sommerse intubate e dall’altro quelle multistadio. Le pompe sommerse intubate si presentano come un tubo all’interno del quale sono inserite le varie giranti; le pompe sommerse multistadio hanno invece diversi livelli: in ognuno di questi è inserita una girante preposta al pompaggio dell’acqua. Ultima differenza che possiamo individuare è quella che riguarda più propriamente la forma della girante, che può essere semiassiale o radiale.

Pompa autoadescante – funzionamento, wikipedia, lowara

 

La pompa autoadescante è una tipologia di pompa centrifuga Le due tipiche installazioni di pompe centrifughe sono: sotto battente, e sopra battente. Nel primo caso la pompa aspira da un livello inferiore rispetto al liquido stesso, quindi quest’ultimo non ha difficoltà ad entrare nell’aspirazione della pompa; mentre nel secondo caso la pompa aspira da un livello più alto del liquido da pompare e quindi necessita di un adeguato adescamento per poter funzionare correttamente.Tale adescamento viene conseguito riempiendo di liquido il corpo pompa e il tratto di tubazione in aspirazione. La pompa centrifuga generalmente se correttamente adescata è in grado di aspirare fino a 5-6mt.di dislivello, mentre la pompa autoadescante (che è una variante di quella centrifuga), ha molto più potere aspirante, ed è in grado di aspirare il liquido teoricamente anche fino a 9mt.; inoltre è in grado di adescarsi da sola, riempiendo solamente il corpo pompa, senza dover riempire tutto il tubo di aspirazione.

Nel caso in cui il dislivello risulti essere superiore ai 9mt. il problema si risolve installando una pompa sommersa o ad asse verticale (ormai in disuso).

Pompa autoadescante come funziona

L’autoadescamento è la capacità di aspirare l’aria nella condotta di aspirazione durante la fase di avviamento della pompa. L’autoadescamento avviene mettendo in forte turbolenza il liquido all’interno del corpo pompa. E’ quindi necessario riempire preventivamente, tramite l’apposita portina superiore, il corpo pompa con il liquido da pompare. All’avviamento della girante si instaura un circuito turbolento tra la zona di aspirazione e di mandata della girante, che provoca un trasporto d’aria dalla condotta di aspirazione alla mandata. Qui l’aria si separa grazie alla forte diminuzione della velocità. Tutte le pompe autoadescanti sono in grado di creare una depressione di almeno 0,8 bar. Questa depressione è ampiamente sufficiente per poter garantire, durante la fase di pompaggio, un corretto funionamento della pompa. E’ importante ricordarsi di evitare di installare una condotta inutilmente larga, tortuosa o con contro pendenze che possano creare secche d’aria. Il tempo di adescamento è variabile; comunque, con un dislivello di 2 metri ed una lunghezza massima di 4 metri il è variabile tra i 20” e i 45”.

Pompa autoadescante per pozzo

Al piede dell’eiettore deve essere montata una valvola di fondo (di ritegno). A montaggioultimato riempire completamente tubi e corpo pompa con acqua pulita.Per mantenere un efficiente adescamento è necessario che nel circuito ci sia una certa pressione, per cui è consigliabile montare sulla mandata della pompa un serbatoio a membrana.
La pompa viene collegata ad “anello”, ossia nel pozzo entrano 2 tubi:
– uno di aspirazione (di diametro maggiore) collegato all’ingresso della bocca di aspirazione della pompa- ed uno di ricircolo (di diametro minore) collegato alla mandata della pompa per mezzo di una saracinesca di regolazione.
In fondo al pozzo viene collegato un EIETTORE munito di valvola di fondo che viene collegato ai due tubi. Il tubo di aspirazione al suo interno monta un Venturi. Il ricircolo dell’acqua crea una depressione sufficiente ad aspirare l’acqua attraverso la valvola di non ritorno ed a convogliarla verso il tubo di aspirazione.
Il funzionamento è semplice: all’inizio si riempie la pompa ed i tubi di acqua, quindi con saracinesca di ricircolo aperta si mette in moto. L’acqua inizia a circolare, chiudendo parzialmente la saracinesca secondo “a volontà e discrezione” è possibile variare la portata (se si chiude troppo la saracinesca, la pompa si disinnesca, se al contrario è chiusa poco, la portata sarà scarsa)Con meno di 6/8 metri può essere completamente chiusa.

Pompa autoadescante wikipedia

La pompa autoadescante su wikipedia non ha una sua pagina dedicata: viene nominata all’interno della pagina riferita alle pompe ad immersione, me una vera e propria voce avente per oggetto la pompa autoadescante non esiste.

Pompa autoadescante lowara

La pompa autoadescante lowara per eccellenza è quella riferita alla serie bgm.  Elettropompe centrifughe autoadescanti monoblocco
con sistema eiettore incorporato, atte a mantenere
l’adescamento anche in presenza di gas disciolti
nell’acqua. Il largo impiego dell’acciaio inox stampato
garantisce inalterabilità nel tempo, notevole leggerezza
ed ottimi rendimenti.

Pompa centrifuga

La qualità principale della pompa centrifuga è quella di trasformare l’energia di una fonte di movimento (il motore) prima in velocità (o energia cinetica) e successivamente in energia di pressione. Il compito di una pompa è infatti il trasferimento di energia al liquido pompato (energia che diventa poi portata e prevalenza), secondo le proprietà costruttive della pompa stessa e conformemente ai bisogni specifici dell’impianto. Il funzionamento è piuttosto lineare: queste pompe sfruttano l’effetto centrifugo per movimentare il liquido e incrementare la sua pressione. All’interno di una camera ermetica fornita di entrata ed uscita (coclea o voluta) gira una ruota palettata (girante), il vero cuore pulsante della pompa. La girante è l’elemento rotante della pompa che trasforma l’energia del motore in energia cinetica (la parte statica dell’elettropompa, cioè la voluta, modifica invece l’energia cinetica in energia di pressione). La girante è agganciata a sua volta all’albero-pompa, calettato direttamente all’albero di trasmissione del motore o incastonato ad esso tramite accoppiamento rigido.

Pompe sommerse prezzi

prezzi delle pompe sommerse sono estremamente variabili, si va da pompe sommerse con prezzi abbordabilissimi (inferiori addirittura ai 50€) fino a prodotti che hanno un costo esorbitante (oltre i 10000€). Naturalmente si tratta di prodotti completamente diversi, sia per qualità che per potenza e caratteristiche. Acquistare una pompa sommersa, perciò, può non essere un atto semplice: districarsi tra gli innumerevoli parametri che dobbiamo tenere in considerazione per scegliere con il giusto criterio non è impresa semplice. Il prezzo rappresenta sicuramente uno di questi parametri, ma, come vedremo, è importante, prima di poter valutare il costo del prodotto, conoscerne bene caratteristiche, modelli e marchi. La pompa sommersa è un macchinario che serve al pompaggio dell’acqua. Come qualsiasi tipo di pompa elettrica, quella sommersa perciò provvede a spingere l’acqua: differentemente da quelle di superficie le pompe sommerse hanno lo scopo di spingere l’acqua in alto. Per questa ragione, nel selezionarla (e pertanto nel valutarne il prezzo). tra i parametri fondamentali di cui si tiene conto c’è quello della prevalenza: la prevalenza determina l’altezza alla quale la pompa è in grado di mandare l’acqua. Questa viene calcolata in correlazione con la portata: la portata è il valore che determina la quantità d’acqua che la pompa riesce a spostare all’interno di un determinato arco di tempo. Portata e prevalenza camminano perciò a braccetto: la curva che le descrive, generata su di un asse cartesiano dove ascisse ed ordinate sono per l’appunto i due valori sopracitati, indica il valore di portata relativo ad una determinata prevalenza e viceversa.

Pompe sommerse prezzi migliori

Per riuscire a trovare i prezzi migliori delle pompe sommerse è il caso di mettere in atto delle strategie: anzitutto dobbiamo utilizzare i siti aggregatori di offerte: ciao, subito, amazon, leroy merlin, etc. Utile a questo fine è anche Google shopping: attraverso di esso possiamo confrontare i diversi prezzi di molti negozi online (solo di quelli che aderiscono al servizio di Big G). Il vero segreto in questo ambito però è quello di far riferimento ai siti che vendono online ma che non hanno i prezzi immediatamente esposti: fare un confronto prezzi tra venditori di pompe sommerse è fondamentale. Trovate 3 o 4 rivenditori, inviate una richiesta di preventivo e solo dopo averle ricevute fate la vostra scelta. Così possiamo avere dei prezzi realistici, privi del ricarico di cui questi possono soffrire a causa delle percentuali imposte dai grandi portali di vendita come Amazon, Google Shopping o Ebay. Il settore delle elettropompe, siano essere per pozzi neriartesiani o di altro tipo, è un settore molto tecnico e complesso: quando ci facciamo i conti dobbiamo essere preparati

Caprari pompa sommersa – prezzi

La Caprari, casa romagnola produttrice di pompe sommerse, è una delle più importanti realtà produttrici di quest’ambito. Le pompe sommerse prezzi caprari hanno sicuramente un valore più alto (anche avvantaggiandosi del made in Italy) e pertanto i prezzi hanno sicuramente una dimensione conforme al prestigio ed alla qualità manifatturiera dei prodotti della casata romagnola.

Pompe sommerse lowara prezzi

La Lowara è uno dei più importanti produttori di pompe sommerse, è una delle più importanti realtà produttrici di quest’ambito. Le pompe sommerse prezzi Lowara hanno sicuramente un valore più alto (anche avvantaggiandosi del made in Italy) e pertanto i prezzi hanno sicuramente una dimensione conforme al prestigio ed alla qualità manifatturiera dei prodotti della casata romagnola.

Pompe sommerse pedrollo prezzi

La Pedrollo, casa romagnola, fa parte del pantheon dei produttori di pompe sommerse, è una delle più importanti realtà produttrici di quest’ambito. Le pompe sommerse prezzi Pedrollo hanno sicuramente un valore più alto (anche avvantaggiandosi del made in Italy) e pertanto i prezzi hanno sicuramente una dimensione conforme al prestigio ed alla qualità manifatturiera dei prodotti della casata romagnola.

Pompe sommerse grundfos prezzi

La Grundfos, casa produttrice di pompe sommerse, è una delle più importanti realtà produttrici di quest’ambito. Le pompe sommerse prezzi Grundfos hanno sicuramente un valore più alto (anche avvantaggiandosi del made in Italy) e pertanto i prezzi hanno sicuramente una dimensione conforme al prestigio ed alla qualità manifatturiera dei prodotti della casata romagnola.

Pompe sommerse dab prezzi

La Dab, casa veneta produttrice di pompe sommerse, è una delle più importanti realtà produttrici di quest’ambito. Le pompe sommerse prezzi dab hanno sicuramente un valore più alto (anche avvantaggiandosi del made in Italy) e pertanto i prezzi hanno sicuramente una dimensione conforme al prestigio ed alla qualità manifatturiera dei prodotti della casata romagnola.

Pompe sommerse calpeda prezzi

La Calpeda, casa veneta produttrice di pompe sommerse, è una delle più importanti realtà produttrici di quest’ambito. Le pompe sommerse prezzi calpeda hanno sicuramente un valore più alto (anche avvantaggiandosi del made in Italy) e pertanto i prezzi hanno sicuramente una dimensione conforme al prestigio ed alla qualità manifatturiera dei prodotti della casata romagnola.

Pompe sommerse bbc prezzi

La Bbc, casa romagnola produttrice di pompe sommerse, è una delle più importanti realtà produttrici di quest’ambito. Le pompe sommerse prezzi Bbc hanno sicuramente un valore più alto (anche avvantaggiandosi del made in Italy) e pertanto i prezzi hanno sicuramente una dimensione conforme al prestigio ed alla qualità manifatturiera dei prodotti della casata romagnola.

La pompa per acque nere

La pompa sommersa per acque nere è quel particolare tipo di pompa che viene generalmente installata all’interno dei pozzi neri. Questa particolare tipologia di pompa ha il compito (ingrato) di sospingere le acque nere (anche dette acque reflue o acque sporche – liquami perlopiù) verso l’alto. Quando il pozzetto è situato, come spesso e volentieri accade, al di sotto del livello della fognatura – e quindi non vi è pressione a sufficienza per mandare le acque su – si rende necessario l’utilizzo di questa tipologia di pompa, in modo tale da risolvere il problema della pressione. In alcuni casi alla funzione centrifuga della girante è accoppiata una funzione trituratrice,che, al fine di evitare blocchi della girante causati da rifiuti di tipo solido (che può capitare di gettare nel water: carte di plastica, stracci) tritura tutto ciò che aspira.

La pompa per pozzo artesiano

Un pozzo è detto artesiano (dal nome della città francese di Artois) quando è naturalmente effluente. La pompa, in questo caso, serve ad estrarre l’acqua dal pozzo, per incanalarla poi entro una vasca dalla quale verrà poi filtrata. Spesso e volentieri pompe di questo tipo sono utilizzate all’interno di contesti di irrigazione

La pompa 12v

La pompa sommersa da 12v è una pompa ad immersione di piccole dimensioni che ha la funzione principale di svuotare una stanza allagata, le infiltrazioni d’acqua presenti su una barca od un gommone. In quanto tale essa non è oggetto di questo articolo. Preferiamo però farvi accenno al fine di esporre in maniera più chiara l’intero universo delle pompe sommerse

Lowara pompe sommerse – Serie GS

elettropompe sommerse da 4” della serie GS della Lowara trovano applicazioni in svariati ambiti, prevalentemente nei settori civili, agricoli e industriali. Queste pompe trovano impiego per diverse esigenze: approvvigionamento idrico, irrigazione a pioggia, pressurizzazione ed antincendio. Queste Lowara pompe sommerse di grande affidabilità, presentano le seguenti caratteristiche: hanno una portata massima che arriva a 21m cubi per ora, una prevalenza massima che arriva a 340 metri lineari. Il diametro d’ingombro massimo della pompa è di 99 mm, mentre la massima profondità di immersione è di 150 metri. La pompa riesce a sopportare una quantità di sabbia massima di 150 grammi per metro cubo. Le pompe della serie GS sono disponibili nei seguenti modelli: 1GSL, 2GS, 4GS, 6GS hanno la bocca di mandata da Rp 1 1/4; le 8GS, 12GS e 16GS hanno la bocca mandara da Rp 2. la potenza del motore varia dai 0,37 Kw a 7,5Kw. I motori sono disponibili tanto in versione monofase che in versione trifase: la protezione da sovraccarico deve essere prevista nel quadro di comando a cura dell’utente. Essi hanno una massima deviazione rispetto alla tensione nominale del 10% e un massimo numero di avviamenti orari pari a 30. La pompa presenta le seguenti caratteristiche costruttive:

– costruzione resistente all’abrasione. Il rasamento frontale combinato con le giranti flottanti, garantiscono una configurazione estremamente resistente all’abrasione.

– Supporti superiore ed inferiore realizzati in acciaio inossidabile microfuso per assicurare la resistenza alla corrosione, la robustezza e un rigido accoppiamento col motore.

– L’albero pompa esagonale assicura un efficace trascinamento della girante.

– Valvola di non ritorno in acciaio inossidabile integrata nella testata eseguita in modo tale da scaricare il peso della colonna d’acqua e gli eventuali colpi d’ariete sulla testata stessa salvaguardando giranti e diffusori.

– Le pompe della serie GS possono essere accoppiate indifferentemente a motori 4OS o L4C.

 

SERIE GS
TABELLA MATERIALI

Bocca di mandata Acciaio inox
Piattello valvola Acciaio inox
Supporto valvola Acciaio inox
Guarnizione valvola Gomma nitrilica
Anello bloccaggio valvola Acciaio inox
Supporto superiore Lexan®
Cuscinetto a boccola Laripur®
Anello elastico Acciaio inox
Diffusore Lexan®
Girante Lexan®
Scatola rasamento Acciaio inox
Spessore Acciaio inox
Albero pompa Acciaio inox
Camicia esterna Acciaio inox
Distanziale Acciaio inox
Filtro Acciaio inox
Lanterna Acciaio inox
Giunto Acciaio inox
Vite del copricavo Acciaio inox
Copricavo Acciaio inox

 

Serbatoio Autoclave – Comid

Che cos’è un Serbatoio Autoclave? Come funziona un serbatoio autoclave? Ma sopratutto, come funziona un serbatoio autoclave?

Cominciamo con una opportuna distinzione: distinguiamo fra ciò che è una pompa e ciò che invece è un autoclave, in particolare un serbatoio autoclave.

La pompa nient’altro è che una macchina che ci consente di aumentare la pressione dell’acqua all’interno di una tubazione, al fine di raggiungere le altezze (prevalenza) e le portate di cui necessitiamo. L’autoclave è invece un vero e proprio impianto che consta di uno o più serbatoi e una o più pompe, che ci consente di aumentare in maniera considerevole la pressione dell’acqua all’interno di un edificio.

Ora, il serbatoio può essere utilizzato in due modalità differenti:  impianto a caduta oppure impianto autoclave.

L’impianto a caduta funziona nel seguente modo: la pompa, installata direttamente sulla tubazione, spinge l’acqua fino a dei serbatoio situati sul tetto dell’edificio. Dal tetto l’acqua sfrutta la pressione determinata dalla gravità: in questo modo l’alimentazione delle utenze è garantita dalla forza di gravità.

L’impianto serbatoio autoclave invece è costituito da un serbatoio carico di aria compressa: la pompa riempie il serbatoio d’acqua facendo aumentare la pressione interna, arrestandosi quando il livello di pressione serbatoio autoclave

massima prestabilito è stato raggiunto. Quando una delle utenze apre l’acqua la pressione interna al serbatoio subisce una diminuzione. Quando la pressione si abbassa fino al livello minimo stabilito, la pompa riprende la propria azione, riprendendo il proprio il ciclo. Negli impianti più moderni l’aria compressa è sostituita da delle membrane costituite in materiale plastico.